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Il 21 gennaio il Garante francese per la privacy ha condannato Google a pagare una multa di 50 milioni di euro, utilizzando per la prima volta in Francia la più alta categoria di sanzioni previste dal GDPR.

Il motivo?

Il provvedimento recita che informazioni essenziali sul sistema operativo Android «come le finalità del trattamento dei dati, i periodi di conservazione dei dati o le categorie di dati personali utilizzati per la personalizzazione degli annunci, sono eccessivamente disseminate tra più documenti, con pulsanti e link sui quali è necessario cliccare per accedere a informazioni complementari». Di conseguenza all’utente sono richieste “troppe azioni” per sapere come vengono utilizzate le informazioni raccolte dalla multinazionale e per personalizzare alcuni servizi. Inoltre, si legge nel provvedimento, in alcuni casi all’utente non è chiaro che le condizioni che deve accettare non sono necessarie al funzionamento del dispositivo ma, al contrario, hanno un «legittimo interesse commerciale».

Come si è arrivati a questo provvedimento?

La sentenza è stata diretta conseguenza di due denunce presentate nel maggio scorso, proprio a ridosso dell’entrata in vigore ufficiale del GDPR, dall’associazione di promozione dei diritti digitali francese La Quadrature du Net e dall’organizzazione di attivisti None of Your Business.

Google sostiene che la decisione sarebbe stata di competenza dell’Autorità dell’Irlanda dove risiede la sua sede europea. Il Garante francese, di contro, ha specificato che all’epoca delle denunce la sede irlandese della multinazionale non era stata nominata rappresentante del titolare e non aveva possibilità di decidere su finalità e mezzi del trattamento dei dati personali acquisiti in funzione dell’uso dei sistemi Android. Di conseguenza era nelle facoltà di qualsiasi autorità di controllo prendere questo provvedimento nei confronti del colosso statunitense.

Come ha reagito Google?

Dopo un solo giorno dalla condanna, Google ha nominato la propria sede irlandese titolare del trattamento dei dati dei cittadini europei raccolti (aveva comunque preannunciato la decisione lo scorso dicembre). Pertanto d’ora in poi soltanto l’Autorità irlandese avrà facoltà di procedere nei confronti del colosso americano in caso di ulteriori violazioni del GDPR.

La decisione di Google sembra avere il preciso scopo di evitare ulteriori denunce alle autorità nazionali. Tuttavia, è innegabile come in questa circostanza il GDPR si sia dimostrato uno strumento efficace per la governance del digitale.

Fonti:

https://www.lastampa.it/2019/01/23/tecnologia/dopo-la-sanzione-francese-da-milioni-di-euro-google-sposta-il-trattamento-dei-dati-in-irlanda-arWtDSnVODbvYrRc5W3qBN/pagina.html

https://www.lastampa.it/2019/01/21/tecnologia/consenso-alla-privacy-poco-chiaro-in-francia-multa-da-milioni-di-euro-per-google-aDmrdULxnqJU2oMdLJeBsI/pagina.html

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