Mascherine NON a norma, nonostante la Certificazione Europea?

Una società altotesina ha fatto fare dei test sulle mascherine FFP2 importate dall’asia per testare la loro qualità.

Il maggior numero di mascherine, a cui è stato effettuato il test in laboratorio, non ha superato la prova che misura il filtraggio. Alcune mascherine risulterebbero non trattenere neanche il respiro.

 

Tutto questo come accade? La certificazione Europea?

 

Tutte le mascherine, che non hanno passato i test effettuati, hanno una certificazione che proviene dallo stesso laboratorio della Universalcert, situato ad Instabul.

 

UNIVERSAL è Organismo Notificato, regolarmente presente nel sito  NANDO,  ovvero  il  sito  ufficiale  europeo che contiene tutte le informazioni legali utili relativamente alla sicurezza  dei  prodotti  immessi  sul  mercato UE. È dunque possibile, vistando il sito NANDO, verificare direttamente  la  legittimità  di  tale  Organismo.

 

Nel corso  dell'ultimo  anno questo  Organismo  ha  emesso  molti  certificati,  forse  perché più competitivo di  altri sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista burocratico, forse perché più  efficace,  questo  non  spetta a noi stabilirlo ma il grande numero di certificati porta  due  conseguenze:  la  possibilità  di  molte falsificazioni e l'invidia di qualcuno, niente di nuovo sotto il sole. Ci sono però altri casi che non sono saliti agli "onori" delle cronache e neppure indagati, come i certificati falsificati dell'Organismo ISET o i  certificati  falsificati da chi li emetteva come quelli di ECM e di ICR Polska, tutti fatti ampiamente documentati.

La nazionalità dell’ente certificatore in ogni caso non equivale ad un indice di affidabilità; infatti tra gli organismi italiani per esempio, ECMA è stata richiamata da ACCREDIA (ente italiano di accreditamento) ad usare metodi più accurati.

 

L’aspetto importante di questa vicenda e non sottolineato  da  nessuno  o  forse  volutamente  ignorato,  NON sono i certificati (quelli veri) che garantiscono la conformità dei prodotti (qualsiasi prodotto), bensì l'onestà e la correttezza delle entità presenti nella filiera produttiva.
Qualsiasi certificato riporta la seguente dicitura: "Il presente documento riguarda esclusivamente il campione  che  è stato testato", non dice nulla  sulla  produzione  di  serie.  Rimane  compito  del  fabbricante  rispettare  le  leggi dei Paesi nei cui mercati immetterà il prodotto. Una lettura attenta, evidentemente  mai  fatta,  porta  a  comprendere il vero scopo di un certificato, ovvero indicare al fabbricante come deve essere realizzato un determinato prodotto e non è certo una garanzia di ciò che sarà realizzato.
Non è un caso che tutte le leggi sulla sicurezza impongano ai fabbricanti di dimostrare, avere attive e rispettare delle procedure di controllo della produzione e di collaudo.
Pertanto, per sintetizzare, NON esiste alcuna correlazione tra dispositivi non conformi e certificati a essi abbinati: in primis perché i certificati potrebbero essere di origine dolosa, in secundis perché, pur avendo un  certificato corretto, il prodotto potrebbe non esserlo per  dolo  del  fabbricante,  perché  non  sono  i  documenti  che rendono sicuri i prodotti, ma ne sono solo la  parte  formale; se viene a mancare la sostanza della sicurezza, la  forma è vuota.
I nostri dispositivi FFP2 sono certificati da Universal (2163), da SGS (0598) e altri da DolomitiCert (2008) .

 

Grazie a questi test della società altesina, si spera ci sarà maggiore attenzione e correttezza, nel frattempo non resta che comprare Made in Italy.

Marco Zangirolami, esperto di mascherine, in un’intervista rilasciata alla repubblica:

“Se avessimo avuto e indossato le mascherine giuste dopo la prima ondata, non avremmo avuto la seconda.”

 

Martinelli ha diverse tipologie di mascherine Made in Italy, ma l’aspetto più importante sono i test effettuati in laboratorio sui dispositivi di sicurezza dall’azienda produttrice.

In un periodo così difficile bisogna stare attenti e proteggersi in modo Certificato e Sicuro.

 

 

Fonti:

- Corriere.it

- Repubblica.it

 

 

 

 

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