Allarme Plastica: prezzi in salita?

A Gennaio la Polymers for Europe Alliance lancia l'allarme sulla disponibilità di plastiche, soprattutto PVC e poliolefine. Si torna alla situazione del 2015?

Dopo le associazioni dei trasformatori di Francia e Italia, anche la federazione europea EuPC lancia l'allarme sulla scarsa disponibilità di materie plastiche, soprattutto commodities, con conseguenti forti rincari dei prezzi.

A scendere in campo è la Polymers for Europe Alliance, struttura costituita da EuPC nel 2015 proprio per interfacciarsi con i produttori, monitorare l'andamento delle materie prime, l'uso (o l'abuso) della Forza maggiore per poi, eventualmente, avviare campagne di sensibilizzazione a livello comunitario.

Il monitoraggio delle dichiarazioni di 'Force Majeure' a livello globale - sostiene 'Polymers for Europe Alliance - mostra un aumento allarmante delle chiamate da parte di numerosi produttori di polimeri già a partire dalla fine del 2020, situazione preoccupante soprattutto nell'offerta di poliolefine e PVC, rendendo difficile per le aziende di trasformazione ottenere il materiale necessario per mantenere in funzione gli impianti.

Assottigliandosi le scorte - prosegue Marsh - i trasformatori hanno difficoltà sia ad acquistare le materie prime necessarie a prezzi ragionevoli, sia a trasferire i forti rincari a valle. Strette tra i grandi fornitori di polimeri e gli utilizzatori, le numerose PMI del settore si trovano così in difficoltà ad assorbire i picchi nei costi delle materie prime.

 

 

 

 

Cosa sta accedendo?

I prezzi presi a base dell'offerta sono prezzi che ancora non hanno risentito se non in minima parte degli eventi descritti poc’anzi; le attuali quotazioni dei prodotti CINESI, che rappresentano la maggior parte dei prodotti di cancelleria, per esempio  sono da far risalire a contratti di trasporto stipulati ancora nel terzo trimestre 2020, i prezzi delle plastiche ancora non hanno risentito degli aumenti delle materie prime, anche la carta per via della diminuita concorrenza esercitata dai produttori asiatici per via del caro trasporti, non ha ancora subito gli aumenti ventilati.

Il ricorso dei produttori alla “causa di forza maggiore” rende ben evidente l’entità dei ventilati aumenti, 10% al 20% per i prodotti finiti derivati dalla plastica, 10-15% per la carta e altrettanto per i prodotti di importazione.

Stante la situazione descritta, potrà pertanto proporsi una revisione dei prezzi solo in caso si verifichi una delle seguenti condizioni:

  • Aumento stabile in misura superiore al 15% per un mese consecutivo, rispetto al valore di Ottobre 2020, del “Shanghai Containerized Freight Index” dei trasporti verso la UE.
  • Aumento per due mesi consecutivi in misura superiore al 10% rispetto al prezzo “CHEMORBIS” di GENNAIO pubblicato qui in calce. 

Naturalmente si spera che queste condizioni non si presentino, e che potremo continuare ad offrire ai nostri clienti prodotti di elevata qualità con dei prezzi bassi e fissi.

Fonti:  Plastix.it  - Polimerica.it

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